Frammenti di memoriadi Giulio Einaudi
l’edizione letta da me è stata pubblicata da Nottetempo nel 2009, Romae fa parte della collana RitrattiQualche parola di introduzione di Francesco BiamontiFrammenti di memoria (nota finale) di Natalia Ginzburg+ Sezione iconografica e relativa nota introduttivaa cura di Anna Lisa Agus e Malcom Einaudi Humes. 

Frammenti di memoria
di Giulio Einaudi

l’edizione letta da me
è stata pubblicata da Nottetempo nel 2009, Roma
e fa parte della collana Ritratti


Qualche parola di introduzione di Francesco Biamonti
Frammenti di memoria (nota finale) di Natalia Ginzburg
+ Sezione iconografica e relativa nota introduttiva
a cura di Anna Lisa Agus e Malcom Einaudi Humes. 

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Brutta storia, Harlin Quist!

Ariel S. Winter pubblica il 5 marzo 2012 sul suo blog un’intervista via email 
ad Etienne Delessert.

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Dentro ”Une vie exemplaire” ci sono tante utili istruzioni per una vita vissuta in maniera esemplare: ma c’è anche una storia di una famiglia, o di una relazione tra delle persone. 
Io lo leggo e lo rileggo, perché scopro sempre nuovi consigli da seguire per una vita esemplare: avevo ad esempio sottovalutato l’importanza di amare i cappelli, o quella di nutrire le piante.
Une vie exemplairedi Floc’hed. Hélium, Parigi, 2011
Qui un’intervista di Edmond Morrel a Floc’h su “Une vie Exemplaire”.Qui un blog curato da Basil Sedbuk su Floc’h. Hélium Editions. 

Dentro ”Une vie exemplaire” ci sono tante utili istruzioni per una vita vissuta in maniera esemplare: ma c’è anche una storia di una famiglia, o di una relazione tra delle persone. 

Io lo leggo e lo rileggo, perché scopro sempre nuovi consigli da seguire per una vita esemplare: avevo ad esempio sottovalutato l’importanza di amare i cappelli,
o quella di nutrire le piante.

Une vie exemplaire
di Floc’h
ed. Hélium, Parigi, 2011

Qui un’intervista di Edmond Morrel a Floc’h su “Une vie Exemplaire”.
Qui un blog curato da Basil Sedbuk su Floc’h. 
Hélium Editions

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Matteo Codignola scrive un articolo su Edward Gorey:
L’ospite equivoco

L’ospite equivoco
articolo di Matteo Codignola 
Adelphiana, Milano, 2003

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For the blind man…

Questo libro è un catalogo di una mostra dal titolo “For the blind man in the dark room looking for the black cat that isn’t there” organizzata e curata da Anthony Huberman al Contemporary Art Museum St. Louis dall’11 settembre 2009 al 3 gennaio 2010.

Il libro è strutturato come un grande ragionamento sulla conoscenza, sulla curiosità, sulla confusione e sull’arte, dove testi, infografiche e fotografie aiutano la riflessione.
Le opere si trovano in una busta in fondo al libro, e hanno la forma di grandi cartoline.

For the blind man
in the dark room
looking for the black cat
that isn’t there.
di Anthony Huberman
progetto grafico di Will Holder
ed. CONTEMPORARYARTMUSEUMSTLOUIS, Saint Louis, 2009.

Qui Anthony Huberman parla del suo lavoro di curatore per la mostra.

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S comme cinglé
di David McNeil,
illustrato da Josef Sumichrast
Encore un livre d’Harlin Quist, Paris, 1977

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animmigrantinsugartown:

Edward Gorey.

animmigrantinsugartown:

Edward Gorey.

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Adélaide

Adélaide è un canguro nato con le ali.
È una diversa, che cerca il suo posto nel mondo.
Decide di andare via di casa e di seguire un pilota.
Viaggiano insieme per il mondo, poi lei decide di fermarsi in una città, a Parigi,
e dice addio al suo pilota. A Parigi incontra un ricco signore, Monsier Marius, che si prende cura di lei e che le fa da Pigmalione. Adélaide visita i musei e scopre tante statue alate come lei e si rassicura alla vista di un angelo, a Notre Dame.
Monsier Marius, che possiede un teatro, le dà un ruolo nel suo spettacolo.
Adélaide diventa una star, fa una bella vita, ma vorrebbe conoscere un canguro come lei.
Un giorno scoppia un incendio e Adélaide salva due bambini da un appartamento in fiamme e rimane ferita. Il canguro finisce su tutti i giornali per il suo atto eroico.
Presto Adélaide riprende a camminare e va a fare le passeggiate in uno zoo, dove incontra Léon, un canguro, e i due si innamorano. Adélaide fa uscire Léon dallo zoo e si sposano.
Adélaide e Léon hanno tanti figli, uno ha le ali come lei.
Hanno una famiglia felice e tanti buoni amici.
Adélaide aveva tutto per essere felice.

Tomi Ungerer racconta questa piccola biografia straordinaria con infinita delicatezza, usando con parsimonia le linee e i colori (solo tre: nero, azzurro e arancione).
Adélaide nella forma ci ricorda tanto un Moomin, quei personaggi illustrati tempo prima da Tove Jansson, e chissà se ne era consapevole (io credo proprio di sì) mentre disegnava quegli occhi tristi e sgranati.

La vita di Adélaide fa un percorso circolare: la storia inizia con la sua nascita e con la sorpresa dei suoi genitori di avere una figlia con le ali e termina con la nascita dei suoi, di figli. In mezzo Adélaide cerca delle figure di riferimento per affermarsi e poi comprende di avere bisogno di tornare indietro, perché questo non la rende felice e cerca un altro canguro (ritorna alle origini e accetta il suo essere così straordinariamente unica) per trascorrerci il resto dei suoi anni, per vivere una vita come quella degli altri e cercare di essere felice.

È un’opera malinconica ma bellissima, un piccolo romanzo di formazione, raccontato con obiettivo distacco.

Nell’immagine finale, Adélaide osserva addolorata il suo piccolo canguro con le ali allontanarsi su una piccola bicicletta. 
Il libro si conclude e ci lascia pieni di dubbi. 
Che la storia sia destinata a ripetersi all’infinito?
Riuscirà Adélaide ad essere finalmente felice?
Il suo bambino, così unico, così diverso, troverà il suo giusto posto nel mondo?

Non si sa, ma io spero tanto di sì.

Adélaide 
di Tomi Ungerer
1978, L’Ecole des loisirs, Paris
Titolo originale: Adelaide
1959, Harper & Row, New York 

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La raison des plus grands n’est pas toujours la meilleuredi Albert Cullum, illustrato da diversi illustratoried. Encore un livre d’Harlin Quist, Paris, 1976  

La raison des plus grands n’est pas toujours la meilleure
di Albert Cullum, illustrato da diversi illustratori
ed. Encore un livre d’Harlin Quist, Paris, 1976  

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“Comme chaque année, c’est moi la plus grande de la classe. Si seulement il pouvait y avoir une autre fille qui commence aussi à avoir de la poitrine! On le voit, ça pointe sous ma blouse. Peut-être que les autres se moquent de moi en cachette…”
illustrazione di Tina Mercié 

“Comme chaque année, c’est moi la plus grande de la classe. Si seulement il pouvait y avoir une autre fille qui commence aussi à avoir de la poitrine! On le voit, ça pointe sous ma blouse. Peut-être que les autres se moquent de moi en cachette…”

illustrazione di Tina Mercié 

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